Ci siamo dunque. Manca un solo giorno alla chiusura della campagna elettorale che porterà anche  Striano al voto di domenica 25 maggio per scegliere il nuovo sindaco e la sua squadra di governo. Quella che si appresta a concludersi è stata una settimana di comizi intensa, sentita, a tratti appassionata e al contempo accesa. La frammentazione delle liste concorrenti, ben 5, caso unico nella storia elettorale comunale, alla fine ha avuto gli attesi, pronosticati “risvolti pirotecnici”. In molte occasioni bisogna sottolinearlo, i competitors elettorali si sono confrontati più su questioni di carattere personale, spesso individuale, anziché cimentarsi in un dibattito più serrato e avvincente sui rispettivi contenuti programmatici.
In realtà nel corso delle serate, le liste in competizione hanno anche presentato e illustrato agli elettori le loro idee e le loro iniziative da intraprendere per il paese. Dalle politiche sociali al lavoro, dalla scuola alla tutela dell’ambiente, dall’area industriale alla riqualificazione urbanistica. Programmi spesso simili, non sempre descritti con accuratezza e soprattutto con chiarezza dai singoli candidati. Questo perché quasi sempre la “bagarre politica” si è sovrapposta ai contenuti, togliendo spazio e tempi alla spiegazione dei programmi elettorali. L’appello al mantenere i toni bassi e stemperati purtroppo alla resa dei conti è caduto invano. Ora si cerca di capire e di “carpire” le intenzioni di voto dell’elettorato strianese.
Che alla fine probabilmente sarà più di pancia che di testa. Nell’attesa degli ultimi discorsi di questa sera delle cinque liste in competizione: il “Patto Civico Per Striano” con Aristide Rendina sindaco, “Idea Comune” di Antonio Gravetti, la lista “Punto e a Capo” con Alfonso Serafino sindaco, “Avanti Striano” del sindaco uscente Antonio Del Giudice e “Viva Striano” di Vincenzo Coppola. Con l’auspicio che la lista vincitrice possa davvero mettersi al lavoro da subito, ricucendo quelle fratture relazionali che la campagna elettorale ha portato inevitabilmente con sé e cercando di rispettare almeno  la metà degli impegni presi con la cittadinanza. Striano non vuole e non diventerà mai il “Paese dei Balocchi” , ma di certo da lunedì è desiderosa di cambiare e di farlo rapidamente.