È scontro tra Gesac, società di gestione dell’aeroporto di Napoli Capodichino, e Comune. Ieri la giunta del sindaco Manfredi ha dato il via libera all’aumento di due euro dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco aeroportuale, un tema su cui la prossima settimana dovrà esprimersi anche il Consiglio comunale. Gesac esprime però “sconcerto” per la decisione. “Tale provvedimento – scrive la società in una nota – è assunto mentre sono ancora in corso interlocuzioni con il governo per individuare una soluzione che, nel pieno rispetto del Patto per Napoli che prevede tale aumento, consenta almeno di differirne l’attuazione all’inizio del 2025” e non a partire da gennaio.

“La delibera – prosegue Gesac – ha di fatto interrotto il dialogo con la società di gestione aeroportuale che aveva proposto soluzioni alternative, anche alla luce della posizione assunta dall’Aicalf (Associazione Italiana Compagnie Aeree Low Fares), in una lettera inviata il 29 novembre scorso al sindaco e agli assessori competenti, a cui, risulta, non è mai data risposta”. In questa lettera, l’Aicalf aveva “chiaramente espresso preoccupazioni sul paventato aumento di 2 euro dell’addizionale di imbarco che di fatto avrebbe portato la tassa a 8,50 euro per passeggero, causando – rileva Gesac – una rilevante perdita di competitività per l’Aeroporto di Napoli, a vantaggio di altre destinazioni italiane ed estere. L’aumento determina, infatti, per le compagnie aeree, una minore sostenibilità economica dei voli, che quindi rebbero ridotti in termini di numero e frequenze, con un conseguente impatto recessivo sul turismo e l’economia della città di Napoli e della Campania nel suo complesso”.