La tredicesima 2022 dovrà godere del bonus contributi, ossia lo sgravio del 2%, laddove l’importo dell’imponibile lordo previdenziale risultasse pari o inferiore a 2.692 euro. Ne ha dato conferma l’Inps con il messaggio n. 4009 del 7 novembre, dove è specificato che laddove la tredicesima sia liquidata dopo il 1° luglio 2022, data in cui lo sgravio contributivo è portato dallo 0,8% al 2%, il bonus da applicare per intero, su tutti i ratei maturati.

L’errore che potrebbe commettere un datore di lavoro, infatti, è pensare che per i ratei riferiti alle mensilità che vanno da gennaio a giugno bisogna applicare lo sgravio dello 0,8%, mentre per il periodo restante del 2%. Ebbene, non è così e in sede di consegna della busta paga della tredicesima invitiamo a controllare che tutto sia effettuato correttamente, altrimenti l’importo della gratifica natalizia risulterà più basso rispetto a quello a cui si avrebbe diritto.
Tredicesima, quale aliquota contributiva va applicata?

Nel messaggio n. 4009 del 7 novembre 2022 l’Inps ha chiarito che qualora l’importo della tredicesima risultasse pari o inferiore a 2.692 euro il bonus contributi andrà applicato per intero, quindi per una percentuale del 2%.

Come detto, il dubbio potrebbe sorgere per il fatto che nelle prime mensilità del 2022, da gennaio a giugno, lo sgravio contributivo era dello 0,8%, e che solo da luglio è portato al 2%. Allorché ci sono datori di lavoro che si sono chiesti: come funziona per la tredicesima, considerando che della gratifica natalizia se ne matura 1/12 ogni mese? La risposta dell’Inps è chiara, come tra l’altro emerge dalla lettura del decreto Aiuti bis con cui il bonus contributi è incrementato dell’1,2%: lo sgravio è da applicare per intero sulla tredicesima, anche sui ratei maturati da gennaio a giugno.

Questo significa che se la tredicesima ha un valore imponibile lordo di 2.000 euro, l’aliquota contributiva – lato dipendente – applicata non dovrà essere del 9,19%, come solitamente previsto, bensì del 7,19%.

Ne risulterà, quindi, che su 2.000 euro di tredicesima ne sono versati 143,80 euro a titolo contributivo (anziché 183,80 euro), mentre sui restanti 1,856,20 euro bisognerà considerare Irpef e addizionali così da arrivare all’importo netto. Dal momento che la quota di contributi a carico del dipendente è ridotta, il risultato finale sarà più vantaggioso per il lavoratore rispetto a quanto sarebbe spettato con l’aliquota contributiva piena.
Cosa controllare in busta paga?
Nella terza sezione della busta paga – quella finale per intenderci, appena sotto i dati sulla retribuzione – sono indicate le informazioni fiscali e previdenziali.

È qui che dovete controllare che il vostro datore di lavoro abbia applicato l’aliquota contributiva correttamente. Nel dettaglio, in questo spazio trovate le informazioni riferite a:

l’imponibile previdenziale, che quindi deve risultare al massimo di 2.692 euro per poter godere dello sgravio contributivo del 2%.

le aliquote applicate. In ogni caso il 23,81% a carico del datore di lavoro, mentre la quota versata dal dipendente, la quale appunto è da sottrarre dall’imponibile previdenziale, sarà pari al 9,19% per chi ha un imponibile superiore a 2.692 euro, mentre sotto questa soglia l’aliquota scende al 7,19%.

Sotto a queste informazioni sono poi indicati i dati fiscali, che seguiranno le regole come modificate a inizio 2022, come pure quelli riferiti al Tfr. In fondo alla busta paga sarà poi specificato l’importo netto della tredicesima che, qualora il datore di lavoro abbia applicato lo sgravio correttamente, dovrebbe essere più alto di circa il 2% rispetto a quanto atteso.

fonte money.it